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giovedì 6 settembre 2012

cosa mangiamo stasera?

è estate. fa caldo. l'ora di cena incombe e non so cosa preparare. nessuno ha voglia di andare a fare la spesa.
capita un po' a tutti, suppongo.
in situazioni di questo genere, di solito, c'è una ricetta sempre pronta a venire in mio soccorso. non è niente di straordinario, un'umilissima frittata, ma a me sembra speciale perché a casa dei miei questo piatto non si mangiava mai. solo di recente ho scoperto perché: mio padre sembra non amare le frittate. le uova sì, in tutti i modi: strapazzate, all'occhio di bue, sode, alla coque, e chi più ne ha più ne metta. da piccolo le rubava anche da sotto alle galline per bersele, la mattina presto, ancora calde. a me le uova piacciono, per carità, ma non mi spingerei a tal punto. e insieme alle uova, sulla tavola dei miei ci sono spesso e volentieri anche tutti gli altri ingredienti tipici di una frittata. patate, ancora meglio se quelle fredde del giorno prima (che dire, ognuno ha i suoi gusti), cipolle, verdure crude o preparate in vario modo. addirittura la pasta avanzata, saltata in padella. eppure nella mia infanzia questi ingredienti non si univano mai per dare vita all'italianissima frittata. "a papà non piace". queste quattro parole bastano di solito a bandire un piatto dal desco familiare.

è solo in età adulta, quindi, che ho scoperto il piacere di una buona frittata. da quando abbiamo piantato un orticello in un angolo del giardino, poi, le verdure non mancano mai. perché il bello di questa ricetta è proprio questo: sono possibili infinite variazioni, e spesso ho già in casa (o al massimo nell'orto) tutto quello che mi serve. essendo però una ricetta semplice, per me è più che mai importante che gli ingredienti siano di qualità. insomma freschi, locali e preferibilmente biologici.


tanta borragine e un po' di acetosella pronti a finire in padella



Frittata con quello che capita

uova (più o meno una a testa)
patate (se le lessate sul momento è meglio toglierle un paio di minuti prima che siano completamente cotte. insomma, meglio dure che spappolate. sennò quelle fredde avanzate di ieri vanno benissimo)
una cipolla, un paio di scalogni o qualche cipollotto
pancetta affumicata o speck tagliati a dadini
verdura mista a piacere: bietoline, spinaci, tarassaco, borragine, acetosella, ravizzone, fagiolini, zucchine, ecc.
menta, timo, salvia, erba cipollina o rosmarino

in una padella antiaderente, far soffriggere in un po' d'olio la cipolla affettata finemente e la pancetta. aggiungere le patate lesse tagliate a fette. se le patate sono novelle, si può anche lasciare la buccia. quando le patate cominceranno ad avere una bella crosticina dorata, aggiungere le verdure: quelle a foglia vanno tagliate a listarelle, le zucchine a fettine e i fagiolini (già sbollentati) a pezzetti. proseguire la cottura ancora per un paio di minuti, finché le verdure non cominciano ad appassire. aggiungere per ultime le uova sbattute con gli aromi tritati, sale e pepe. cuocere per qualche minuto, girare la frittata (e qui vi voglio!) e cuocere ancora per un paio di minuti. la frittata è pronta quando l'uovo non è piú trasparente e comincia a formarsi una crosticina dorata in superficie. togliere dalla padella, appoggiare su un foglio di carta assorbente e portare in tavola. Buon appetito!

p.s. questa è la base, ma si può variare all'infinito. l'altra sera mi sono accorta all'ultimo momento di non avere neanche un pochino di pancetta in frigo, ma ho rimediato con un pezzo di feta tagliata a dadini (che ho aggiunto insieme alle uova) ed era buona lo stesso. oppure si potrebbero aggiungere un po' di pinoli, o dell'uvetta. insomma, non ci sono regole fisse.



e i miei, cosa mangiano loro nelle calde serate estive? si fanno due spaghetti aglio, olio e peperoncino, che vanno sempre bene. tranne quando hai un nano di tre anni. che "all'uomo piccolo il peperoncino non piace". non ancora, quantomeno.

giovedì 23 agosto 2012

early signs

Quest'anno l'estate in Olanda è stata più che altro simile ad un lungo e piovoso autunno.
Le coperte non si sono smosse dal letto per tutti questi mesi, e ad un certo punto ho addirittura ceduto e ripescato dal cassetto le magliette della salute, che pensavo di aver messo via fino all'inverno prossimo.
In questi ultimi giorni, invece, in barba a chi aveva perso ogni speranza (come la sottoscritta) è esploso il caldo.
Ed è così che da un giorno all'altro il nano giocherebbe tutto il giorno con l'acqua in giardino, l'orto tira un sospiro di sollievo e si mette finalmente a produrre qualcosa di estivo, i vicini ci affumicano una sera sì e l'altra pure con il barbecue.

Eppure, io non mi lascio trarre in inganno. No, perché l'autunno, quello vero, è già nell'aria, solo che bisogna osservare il mondo con attenzione per accorgersene. L'autunno è nella rugiada che indugia sulle foglie al mattino, nei ragni, intenti all'improvviso a tessere gigantesche ragnatele un po' ovunque, nei tramonti color pesca...





These last few months have been a long and rainy business. In these last few days, however, real summer seems to have begun at last. But if you look closely, you'll see that autumn is already in the air. It's in the morning dew, in the incredible amount of spiders, in the peach coloured sunsets...

venerdì 15 giugno 2012

forgotten



L'idea per questo post risale ad una cena in giardino di qualche tempo fa, solo che dopo aver pensato "Questa devo metterla sul blog!" me la sono anche prontamente dimenticata.
Il titolo del post non si riferisce solo a questa mia dimenticanza, ma anche al soggetto della foto: si tratta di una verdura che qui in Olanda chiamano raapstelen, e che sembra corrispondere all'italiano ravizzone. Più o meno. Una delle differenze sta nel fatto che qui viene coltivata a mo' di insalatina, fitta fitta, e se ne consumano le foglie giovani, uso di cui sui siti di lingua italiana non trovo molte tracce. Cresce in fretta, ed è quindi una delle prime verdure ad essere "pronte" in primavera. In ogni caso, è una verdura dimenticata, che adesso ricomincia a fare capolino anche nei supermercati, seppur a prezzi proibitivi.
Uno degli svantaggi di queste verdure meno comuni è che non si sa bene come cucinarle. Pianta e ricette sono finite insieme nel dimenticatoio e, se l'una viene risuscitata, le altre non sempre. Ed è così che, in una calda serata primaverile, mi sono dovuta inventare un modo per preparare il ravizzone. È finito in padella insieme ad un'altra verdura che al supermercato non si trova, ma che cresce spontanea un po' dappertutto e mi riporta a casa, in Liguria: la borragine. Ci ho aggiunto pure qualche foglia di acetosella, ma giusto un paio, che si possono tranquillamente tralasciare, oppure sostituire con del tarassaco.
Ed ecco la ricetta, che più facile di così non si può:

Ravizzone e borragine saltati in padella

un bel po' di ravizzone
lo stesso volume di borragine
qualche foglia di acetosella (o tarassaco, o entrambi)
3 o 4 spicchi d'aglio, schiacciati
acciughe sott'olio
olio d'oliva
(mia madre ci metterebbe sicuramente anche un po' di peperoncino, ma il nano non gradisce ancora, quindi io l'ho tralasciato)

In una padella antiaderente, far soffriggere l'aglio e qualche filetto di acciuga in abbondante olio d'oliva.
Aggiungere un po' per volta le verdure tagliate a listarelle, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Regolare di sale e di pepe. Buon appetito!

mercoledì 4 gennaio 2012

l'insalata era nell'orto...

...o meglio, l'insalatina.

All'inizio di ottobre, abbiamo tolto tutto quello che c'era ancora nell'orto, convinti che il primo gelo non avrebbe tardato ad arrivare. Peccato che, all'inizio di gennaio, quella prima gelata non sia ancora arrivata...

Comunque, in giardino c'è anche una piccola serra, che era del vecchio proprietario e che abbiamo riparato durante l'estate (un paio di pannelli si erano rotti e la porta non chiudeva bene). Così, ci siamo lanciati in un nuovo esperimento. Non siamo di certo dei veterani dell'orto estivo, ma questa è per noi proprio una cosa nuova. Il primo successo è questa verdissima misticanza, che, sarà la stagione, sarà il fatto che è di produzione propria, ci è sembrata molto più buona di quella del supermercato.


In a corner of our garden there's a small greenhouse. It belonged to the previous owner and we fixed it during the summer, replacing a few broken panes and the repairing the door, which did not close well anymore. And that's how this new experiment started. Gardening in the middle of winter, hoping to produce something for the table. The first result is this tender salad. To us, it tasted much better than the one we normally buy at the supermarket, surely because of the season, or maybe because we've grown it ourselves.