Visualizzazione post con etichetta outside. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta outside. Mostra tutti i post

lunedì 15 ottobre 2012

what I've been up to


Rieccomi a casa (questa frase merita in realtà un post a parte), dopo una breve vacanza in patria. Mentre ero in Italia, ho cercato di fare il pieno della luce e dei colori del Mediterraneo, che tanto mi mancano in terra olandese.

Here I am, back home (this sentence deserves a post of its own) after a short break in Italy. During our holiday, I've tried to soak up the light and the colours of the Mediterranean, which I miss so much here in Holland. 

l'aria può essere incredibilmente tersa a settembre


guardando queste foto mi rendo conto che il rosa, il verde e l'azzurro sono ovunque nella mia amata Liguria




l'uomo piccolo ha fatto amicizia con i cuginetti italiani...

...e ha scoperto che nelle pozzanghere si può fare anche il bagno

giovedì 6 settembre 2012

cosa mangiamo stasera?

è estate. fa caldo. l'ora di cena incombe e non so cosa preparare. nessuno ha voglia di andare a fare la spesa.
capita un po' a tutti, suppongo.
in situazioni di questo genere, di solito, c'è una ricetta sempre pronta a venire in mio soccorso. non è niente di straordinario, un'umilissima frittata, ma a me sembra speciale perché a casa dei miei questo piatto non si mangiava mai. solo di recente ho scoperto perché: mio padre sembra non amare le frittate. le uova sì, in tutti i modi: strapazzate, all'occhio di bue, sode, alla coque, e chi più ne ha più ne metta. da piccolo le rubava anche da sotto alle galline per bersele, la mattina presto, ancora calde. a me le uova piacciono, per carità, ma non mi spingerei a tal punto. e insieme alle uova, sulla tavola dei miei ci sono spesso e volentieri anche tutti gli altri ingredienti tipici di una frittata. patate, ancora meglio se quelle fredde del giorno prima (che dire, ognuno ha i suoi gusti), cipolle, verdure crude o preparate in vario modo. addirittura la pasta avanzata, saltata in padella. eppure nella mia infanzia questi ingredienti non si univano mai per dare vita all'italianissima frittata. "a papà non piace". queste quattro parole bastano di solito a bandire un piatto dal desco familiare.

è solo in età adulta, quindi, che ho scoperto il piacere di una buona frittata. da quando abbiamo piantato un orticello in un angolo del giardino, poi, le verdure non mancano mai. perché il bello di questa ricetta è proprio questo: sono possibili infinite variazioni, e spesso ho già in casa (o al massimo nell'orto) tutto quello che mi serve. essendo però una ricetta semplice, per me è più che mai importante che gli ingredienti siano di qualità. insomma freschi, locali e preferibilmente biologici.


tanta borragine e un po' di acetosella pronti a finire in padella



Frittata con quello che capita

uova (più o meno una a testa)
patate (se le lessate sul momento è meglio toglierle un paio di minuti prima che siano completamente cotte. insomma, meglio dure che spappolate. sennò quelle fredde avanzate di ieri vanno benissimo)
una cipolla, un paio di scalogni o qualche cipollotto
pancetta affumicata o speck tagliati a dadini
verdura mista a piacere: bietoline, spinaci, tarassaco, borragine, acetosella, ravizzone, fagiolini, zucchine, ecc.
menta, timo, salvia, erba cipollina o rosmarino

in una padella antiaderente, far soffriggere in un po' d'olio la cipolla affettata finemente e la pancetta. aggiungere le patate lesse tagliate a fette. se le patate sono novelle, si può anche lasciare la buccia. quando le patate cominceranno ad avere una bella crosticina dorata, aggiungere le verdure: quelle a foglia vanno tagliate a listarelle, le zucchine a fettine e i fagiolini (già sbollentati) a pezzetti. proseguire la cottura ancora per un paio di minuti, finché le verdure non cominciano ad appassire. aggiungere per ultime le uova sbattute con gli aromi tritati, sale e pepe. cuocere per qualche minuto, girare la frittata (e qui vi voglio!) e cuocere ancora per un paio di minuti. la frittata è pronta quando l'uovo non è piú trasparente e comincia a formarsi una crosticina dorata in superficie. togliere dalla padella, appoggiare su un foglio di carta assorbente e portare in tavola. Buon appetito!

p.s. questa è la base, ma si può variare all'infinito. l'altra sera mi sono accorta all'ultimo momento di non avere neanche un pochino di pancetta in frigo, ma ho rimediato con un pezzo di feta tagliata a dadini (che ho aggiunto insieme alle uova) ed era buona lo stesso. oppure si potrebbero aggiungere un po' di pinoli, o dell'uvetta. insomma, non ci sono regole fisse.



e i miei, cosa mangiano loro nelle calde serate estive? si fanno due spaghetti aglio, olio e peperoncino, che vanno sempre bene. tranne quando hai un nano di tre anni. che "all'uomo piccolo il peperoncino non piace". non ancora, quantomeno.

giovedì 23 agosto 2012

early signs

Quest'anno l'estate in Olanda è stata più che altro simile ad un lungo e piovoso autunno.
Le coperte non si sono smosse dal letto per tutti questi mesi, e ad un certo punto ho addirittura ceduto e ripescato dal cassetto le magliette della salute, che pensavo di aver messo via fino all'inverno prossimo.
In questi ultimi giorni, invece, in barba a chi aveva perso ogni speranza (come la sottoscritta) è esploso il caldo.
Ed è così che da un giorno all'altro il nano giocherebbe tutto il giorno con l'acqua in giardino, l'orto tira un sospiro di sollievo e si mette finalmente a produrre qualcosa di estivo, i vicini ci affumicano una sera sì e l'altra pure con il barbecue.

Eppure, io non mi lascio trarre in inganno. No, perché l'autunno, quello vero, è già nell'aria, solo che bisogna osservare il mondo con attenzione per accorgersene. L'autunno è nella rugiada che indugia sulle foglie al mattino, nei ragni, intenti all'improvviso a tessere gigantesche ragnatele un po' ovunque, nei tramonti color pesca...





These last few months have been a long and rainy business. In these last few days, however, real summer seems to have begun at last. But if you look closely, you'll see that autumn is already in the air. It's in the morning dew, in the incredible amount of spiders, in the peach coloured sunsets...

lunedì 16 luglio 2012

mistery island

L'isola misteriosa era Texel, ed è oramai già un lontano ricordo. Sarà anche che è ormai passato un mese dal mio ultimo post... Ma c'è un buon motivo per questo mio silenzio. Ero infatti in tutt'altre faccenda affacendata. Il nano ha compiuto tre anni all'inizio di luglio, e tra feste in famiglia, all'asilo e poi di nuovo con gli amichetti, i festeggiamenti si sono protratti per una decina di giorni. D'altronde, tre anni si compiono una volta sola, no?

Ad ogni buon conto, questa mini-vacanza ha visto protagonista, come dicevo, l'isola di Texel, la più grande delle isole olandesi.
Non appena siamo riusciti a trovare la casetta che avevamo affittato, un po' alla cieca, l'uomo grande si è interrogato a voce alta dicendo: "Ma perché non abbiamo prenotato due settimane?". Per un uomo nordico non solito a facili entusiasmi è tutto dire.

Vi lascio con qualche foto, prima che il ricordo della vacanza svanisca del tutto.


L'uomo grande e l'uomo piccolo davanti al mare del Nord



È così che si forma il carattere dei bimbi nordici. La sottoscritta ci ha immerso un alluce e ha deciso che per lei bastava così. 

Un angolino romantico nel giardino della casetta dove stavamo

Sull'isola il grano non si usa per fare il pane, ma la birra. Buonissima, peraltro. Quelle sullo sfondo che sembrano colline sono in realtà dune. Oltre, il mare.

De Slufter. Oggi area naturale, si tratta in realtà di un tentativo fallito di strappare terra al mare. E meno male che ogni tanto si sbagliano pure loro, perchè è un posto bellissimo.


Durante la vacanza, il nano italo-olandese ha scoperto l'amore per il calcio. 
Ancora una volta De Slufter. Quelle sullo sfondo son sempre dune.

Il nano ed io, su una ventosissima spiaggia. 

domenica 17 giugno 2012

a few days

next week, we'll be spending a few days in this beautiful place. Just the three of us, for a short break. We've been there before, before the little guy was even born. Actually, this is the place where we told his Dutch grandparents that we were expecting him. We can't wait to show him around and take him to play on that huge beach.

yes, those black dots are people. it's that big. 

venerdì 15 giugno 2012

forgotten



L'idea per questo post risale ad una cena in giardino di qualche tempo fa, solo che dopo aver pensato "Questa devo metterla sul blog!" me la sono anche prontamente dimenticata.
Il titolo del post non si riferisce solo a questa mia dimenticanza, ma anche al soggetto della foto: si tratta di una verdura che qui in Olanda chiamano raapstelen, e che sembra corrispondere all'italiano ravizzone. Più o meno. Una delle differenze sta nel fatto che qui viene coltivata a mo' di insalatina, fitta fitta, e se ne consumano le foglie giovani, uso di cui sui siti di lingua italiana non trovo molte tracce. Cresce in fretta, ed è quindi una delle prime verdure ad essere "pronte" in primavera. In ogni caso, è una verdura dimenticata, che adesso ricomincia a fare capolino anche nei supermercati, seppur a prezzi proibitivi.
Uno degli svantaggi di queste verdure meno comuni è che non si sa bene come cucinarle. Pianta e ricette sono finite insieme nel dimenticatoio e, se l'una viene risuscitata, le altre non sempre. Ed è così che, in una calda serata primaverile, mi sono dovuta inventare un modo per preparare il ravizzone. È finito in padella insieme ad un'altra verdura che al supermercato non si trova, ma che cresce spontanea un po' dappertutto e mi riporta a casa, in Liguria: la borragine. Ci ho aggiunto pure qualche foglia di acetosella, ma giusto un paio, che si possono tranquillamente tralasciare, oppure sostituire con del tarassaco.
Ed ecco la ricetta, che più facile di così non si può:

Ravizzone e borragine saltati in padella

un bel po' di ravizzone
lo stesso volume di borragine
qualche foglia di acetosella (o tarassaco, o entrambi)
3 o 4 spicchi d'aglio, schiacciati
acciughe sott'olio
olio d'oliva
(mia madre ci metterebbe sicuramente anche un po' di peperoncino, ma il nano non gradisce ancora, quindi io l'ho tralasciato)

In una padella antiaderente, far soffriggere l'aglio e qualche filetto di acciuga in abbondante olio d'oliva.
Aggiungere un po' per volta le verdure tagliate a listarelle, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Regolare di sale e di pepe. Buon appetito!