giovedì 23 agosto 2012

early signs

Quest'anno l'estate in Olanda è stata più che altro simile ad un lungo e piovoso autunno.
Le coperte non si sono smosse dal letto per tutti questi mesi, e ad un certo punto ho addirittura ceduto e ripescato dal cassetto le magliette della salute, che pensavo di aver messo via fino all'inverno prossimo.
In questi ultimi giorni, invece, in barba a chi aveva perso ogni speranza (come la sottoscritta) è esploso il caldo.
Ed è così che da un giorno all'altro il nano giocherebbe tutto il giorno con l'acqua in giardino, l'orto tira un sospiro di sollievo e si mette finalmente a produrre qualcosa di estivo, i vicini ci affumicano una sera sì e l'altra pure con il barbecue.

Eppure, io non mi lascio trarre in inganno. No, perché l'autunno, quello vero, è già nell'aria, solo che bisogna osservare il mondo con attenzione per accorgersene. L'autunno è nella rugiada che indugia sulle foglie al mattino, nei ragni, intenti all'improvviso a tessere gigantesche ragnatele un po' ovunque, nei tramonti color pesca...





These last few months have been a long and rainy business. In these last few days, however, real summer seems to have begun at last. But if you look closely, you'll see that autumn is already in the air. It's in the morning dew, in the incredible amount of spiders, in the peach coloured sunsets...

giovedì 9 agosto 2012

surprise!

Da queste parti, la tradizione vuole che, per festeggiare il proprio compleanno, ogni bambino porti a scuola o all'asilo qualcosa da mangiare, solitamente una torta, e un pensierino per ogni amichetto. Pensierino che qualcuno dovrà ben ideare e preparare. In questo caso, la mamma. Pensa che ti ripensa, l'ispirazione è arrivata da  Pinterest.

Foto tratta da questo sito, e salvata dalla sottoscritta nella cartella riservata a pacchetti, pacchettini , biglietti e quant'altro

Trattandosi del compleanno di un treenne, e non di un matrimonio, il risultato finale nel mio caso è stato molto più colorato dell'originale.

E questa è la mia versione

Dentro ad ogni sacchettino c'erano una scatoletta di uvetta (io da piccola la detestavo l'uvetta, i bimbi nordici sembrano andarne ghiotti) e un mini-evidenziatore, perché nonostante un'abbondante scorta personale di matite, pennarelli e pastelli a cera, tutti rigorosamente pronti all'uso sul suo tavolino, per dare sfogo al proprio estro creativo il nano preferisce appropriarsi dei miei evidenziatori per poi lasciarli sparsi un po' dappertutto, solitamente spuntati e senza tappo. I tappi, è chiaro, non vengono ritrovati mai più. Però i disegni sono belli, allegri, e orgoglio di mamma vuole che io me li appenda in ufficio come se fossero dei Picasso.

Per creare la mia versione di questo sacchettino non ho scaricato il file dal sito, mi sono basata sulle foto del post originale. Per stabilire le dimensioni, ho giocato un po' con carta, penna e nastro adesivo (ho finito per avere un rettangolo di 14 cm di altezza e 21 di lunghezza). In questo modo ho anche capito all'incirca quanto dovevano essere grandi e come andavano disposte le facce triangolari del solido che non so come si chiami (a patto che abbia un nome). Semplicemente utilizzando word, ho poi aggiunto colori, testo e una foto del nano. Ah, e pure una corona sulla testa nano. Altra usanza del luogo.


Il tutto è stato stampato a colori su banalissimi fogli di carta bianca in formato A4, ritagliato della giusta misura, piegato e cucito a macchina. Le maestre dell'asio sono andate in visibilio, i bambini penso che non abbiano neppure notato i miei sforzi ma abbiano stracciato subito il tutto per andare al sodo. Come dargli torto?

Venti sacchettini pronti ad essere riempiti.

E la torta? Vista la stagione (inizio luglio), il fatto che volevo qualcosa di relativamente sano e, dettaglio non trascurabile, che adoro il suo blog, mi sono affidata a Sigrid e ho preparato una torta di mele, no anzi, di rabarbaro (e fragole). Leggere la ricetta per capire. A quanto mi hanno riferito, in questo caso nemmeno le maestre hanno perso tempo, ma si sono unite ai bambini e hanno spazzolato via tutto in un attimo. Insomma, un successo.
Sto già pensando all'edizione 2013...

lunedì 16 luglio 2012

mistery island

L'isola misteriosa era Texel, ed è oramai già un lontano ricordo. Sarà anche che è ormai passato un mese dal mio ultimo post... Ma c'è un buon motivo per questo mio silenzio. Ero infatti in tutt'altre faccenda affacendata. Il nano ha compiuto tre anni all'inizio di luglio, e tra feste in famiglia, all'asilo e poi di nuovo con gli amichetti, i festeggiamenti si sono protratti per una decina di giorni. D'altronde, tre anni si compiono una volta sola, no?

Ad ogni buon conto, questa mini-vacanza ha visto protagonista, come dicevo, l'isola di Texel, la più grande delle isole olandesi.
Non appena siamo riusciti a trovare la casetta che avevamo affittato, un po' alla cieca, l'uomo grande si è interrogato a voce alta dicendo: "Ma perché non abbiamo prenotato due settimane?". Per un uomo nordico non solito a facili entusiasmi è tutto dire.

Vi lascio con qualche foto, prima che il ricordo della vacanza svanisca del tutto.


L'uomo grande e l'uomo piccolo davanti al mare del Nord



È così che si forma il carattere dei bimbi nordici. La sottoscritta ci ha immerso un alluce e ha deciso che per lei bastava così. 

Un angolino romantico nel giardino della casetta dove stavamo

Sull'isola il grano non si usa per fare il pane, ma la birra. Buonissima, peraltro. Quelle sullo sfondo che sembrano colline sono in realtà dune. Oltre, il mare.

De Slufter. Oggi area naturale, si tratta in realtà di un tentativo fallito di strappare terra al mare. E meno male che ogni tanto si sbagliano pure loro, perchè è un posto bellissimo.


Durante la vacanza, il nano italo-olandese ha scoperto l'amore per il calcio. 
Ancora una volta De Slufter. Quelle sullo sfondo son sempre dune.

Il nano ed io, su una ventosissima spiaggia. 

domenica 17 giugno 2012

a few days

next week, we'll be spending a few days in this beautiful place. Just the three of us, for a short break. We've been there before, before the little guy was even born. Actually, this is the place where we told his Dutch grandparents that we were expecting him. We can't wait to show him around and take him to play on that huge beach.

yes, those black dots are people. it's that big. 

venerdì 15 giugno 2012

forgotten



L'idea per questo post risale ad una cena in giardino di qualche tempo fa, solo che dopo aver pensato "Questa devo metterla sul blog!" me la sono anche prontamente dimenticata.
Il titolo del post non si riferisce solo a questa mia dimenticanza, ma anche al soggetto della foto: si tratta di una verdura che qui in Olanda chiamano raapstelen, e che sembra corrispondere all'italiano ravizzone. Più o meno. Una delle differenze sta nel fatto che qui viene coltivata a mo' di insalatina, fitta fitta, e se ne consumano le foglie giovani, uso di cui sui siti di lingua italiana non trovo molte tracce. Cresce in fretta, ed è quindi una delle prime verdure ad essere "pronte" in primavera. In ogni caso, è una verdura dimenticata, che adesso ricomincia a fare capolino anche nei supermercati, seppur a prezzi proibitivi.
Uno degli svantaggi di queste verdure meno comuni è che non si sa bene come cucinarle. Pianta e ricette sono finite insieme nel dimenticatoio e, se l'una viene risuscitata, le altre non sempre. Ed è così che, in una calda serata primaverile, mi sono dovuta inventare un modo per preparare il ravizzone. È finito in padella insieme ad un'altra verdura che al supermercato non si trova, ma che cresce spontanea un po' dappertutto e mi riporta a casa, in Liguria: la borragine. Ci ho aggiunto pure qualche foglia di acetosella, ma giusto un paio, che si possono tranquillamente tralasciare, oppure sostituire con del tarassaco.
Ed ecco la ricetta, che più facile di così non si può:

Ravizzone e borragine saltati in padella

un bel po' di ravizzone
lo stesso volume di borragine
qualche foglia di acetosella (o tarassaco, o entrambi)
3 o 4 spicchi d'aglio, schiacciati
acciughe sott'olio
olio d'oliva
(mia madre ci metterebbe sicuramente anche un po' di peperoncino, ma il nano non gradisce ancora, quindi io l'ho tralasciato)

In una padella antiaderente, far soffriggere l'aglio e qualche filetto di acciuga in abbondante olio d'oliva.
Aggiungere un po' per volta le verdure tagliate a listarelle, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Regolare di sale e di pepe. Buon appetito!

martedì 12 giugno 2012

winter crafting (I) - la bella tartaruga


Prossimamente cercherò di mettere sul blog le mie (poche, a dire il vero) creazioni dell'inverno scorso. Così che non cadano tutte le dimenticatoio non appena il nano le smette. 


Il nano adora questa canzone, probabilmente la prima canzone per bambini in italiano che gli abbia mai fatto sentire.

The little guy loves this song, probably the first one I've ever let him listen to in Italian. 

No, il pirata non c'entra niente. Però potrebbe essere un'idea per l'anno prossimo. Chissà. 

E fu così che, in una fredda giornata di dicembre, decisi di lanciarmi in un'impresa epica. Per me, quantomeno. Sì, a Carnevale si sarebbe vestito da tartarugo. Bel tartarugo.


Per realizzare l'opera mi ci sono volute parecchie ore, rubate, soprattutto di sera, a ben più utili faccende domestiche o magari ad buon sonno ristoratore.


Certo, avrei potuto comprargli un costume qualsiasi al supermercato, per un terzo della spesa (e un centesimo del tempo!). Ma tant'è, mia madre mi ha trasmesso l'idea che fare un costume di Carnevale per i propri figli sia un gesto d'amore tra i più ovvi. Strano come certe idee si acquisiscano senza neanche metterle in discussione, per poi metterle in pratica senza pensarci due volte.


Ad impresa ultimata, ovviamente, c'è voluto un bel po' a convincerlo a metterselo, mica è stato amore a prima vista... È anche vero che poi, una volta messo, non voleva più toglierselo. Se l'è anche messo un giorno per andare all'asilo (orgoglio di mamma alle stelle)! E meno male che qui non ci fa caso nessuno a come vanno vestiti i bambini. E forse neanche gli adulti, ma questo è un altro discorso.


Ecco in ogni caso le info tecniche del caso.
Il modello di Simplicity è questo qui. Per me era la prima esperienza con Simplicity, abituata all'europea Burda, e mi sono trovata benissimo. Il margine è incluso nel cartamodello (!) e le spiegazioni non potrebbero essere più chiare. La cosa più difficile e laboriosa, per chi ordina il modello su internet, è mettere insieme tutti i pezzi. Meno male che mi piacciono i puzzle.
Ho fatto qualche piccola modifica, tipo la chiusura sulla schiena, dove una cerniera ha sostituito il velcro. E il guscio alla fine era un po', come dire, fasciante, quindi magari le bretelle potrebbero essere allungate un pochino. Per il resto, sono soddisfatta al 100%. Il risultato finale non sarà proprio perfetto, ma per un costume di Carnevale mi dico che va bene così.

In one of my most ambitious sewing attemps ever, I've decided to make the little guy a turtle suit for carnival. this thing took hours, but somehow it all went smooth. the pattern is this one from Simplicity. I've only made a few minor mods, for the rest I followed the pattern.